Le conclusioni della Scuola estiva di Poblet, con un invito al confronto e al dialogo

Nelle scienze biologiche, e nel dibattito sulle teorie evolutive, il concetto di specie ha un ruolo di particolare importanza e complessità, sia per la difficoltà di trovare una definizione di specie univoca e unanimemente accettata dalla maggioranza di studiosi, sia per le conseguenze di carattere logico e teorico derivanti dal concetto che si decide di prendere come riferimento.
Proprio il concetto di specie è stato il tema dell’edizione 2008 della Scuola Estiva di Poblet, organizzata dalla Specializzazione in Scienza e Filosofia della Pontificia Università Gregoriana e dal Master in Scienza e Fede del Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, sotto il Patrocinio del Progetto STOQ e della Fundació Poblet (cf. Newsletter nº 73). Le attività di studio hanno visto la partecipazione di docenti di primissimo piano, tra cui la Prof.ssa Barbara Continenza, il Prof. Ludovico Galleni, il Prof. Gianluigi Cardinali, la Prof.ssa Gigliola Puppi e il prof. Massimo Stanzione, e di altri professori e studenti.
Intense giornate di lavoro, che hanno portato a proporre un nuovo concetto di specie, che supera quella comune, basata sulla riproduttività sessuata (individui che hanno possibilità di incroci sessuali fertili). Un nuovo concetto di specie, quindi, sul quale gli organizzatori invitano al dibattito e al dialogo scienziati e studiosi, indipendentemente dalle loro posizioni e convinzioni religiose o filosofiche.
“La specie è un insieme di popolazioni con derivazione comune, qualitativamente discreto, con caratteri ereditari soggetti a mutabilità sia intrinseca sia sotto condizionamenti ambientali, e diviene concetto biologico di specie qualora l'unico sistema riproduttivo sia la sessualità biparentale”.
Un nuovo concetto di specie, quindi, sul quale gli organizzatori invitano al dibattito e al dialogo scienziati e studiosi, indipendentemente dalle loro posizioni e convinzioni religiose o filosofiche.