Ricerca  
domenica 15 settembre 2019 ..:: Home » News precedenti » Il discorso di benvenuto del Presidente Sarkozy ::..   Login
Il sito www.srmedia.org è stato migrato dal 2010 al nuovo sito www.srmedia.info Sul presente sito non vi sono utenti attivi né precedentemente registrati, e non è più possibile registrarsi Privacy Policy Chi siamo L’indirizzo del nostro sito web è: http://www.srmedia.org. Come abbiamo già specificato, è stato migrato dal 2010 al nuovo sito www.srmedia.info Quali dati personali raccogliamo e perché li raccogliamo Commenti: non è possibile lasciare commenti su questo sito Media: non potete caricare immagini o video su questo sito. Le immagini caricate precedentemente non contengono informazioni sulla posizione. Modulo di contatto Cookie Non è possibile lasciare commenti o accedere con account su questo sito. Non è possibile caricare o modificare articoli su questo sito. Contenuto incorporato da altri siti web: su questo sito non vi sono contenuti incorporati (ad esempio video, immagini, articoli, ecc.) da altri siti web. Analytics Con chi condividiamo i tuoi dati Per quanto tempo conserviamo i tuoi dati Non è possibile inserire commenti a pagine o articoli di questo sito web. Gli utenti non possono registrarsi al nostro sito web. Non esistono informazioni personali su utenti, perché non vi sono utenti registrati. Gli amministratori del sito web non possono quindi vedere e modificare informazioni su eventuali utenti, perché non previsti su questo sito web. Quali diritti hai sui tuoi dati: Non vi sono account, né quindi dati personali su questo sito. Dove spediamo i tuoi dati: non spediamo dati di alcun tipo. Le tue informazioni di contatto pcentofanti@gmail.com Informazioni aggiuntive Come proteggiamo i tuoi dati Quali procedure abbiamo predisposto per prevenire la violazione dei dati Da quali terze parti riceviamo dati Quale processo decisionale automatizzato e/o profilazione facciamo con i dati dell’utente Requisiti di informativa normativa del settore

Conferenza stampa (10.02.2009) per lo STOQ Congress 2009, intervento di S.E. Mons. Gianfranco Ravasi link

Link  altri video, canale video

Fisichella: ricerca libera, ma non libertaria

La cultura tramite privilegiato tra fede e ragione

da L'Osservatore Romano, 15-16 settembre 2008
link 
articolo Osservatore Romano, SRM

Il benvenuto al Pontefice del presidente francese Nicolas Sarkozy
da L'Osservatore Romano,
testo completo, SRM

L'opportunità di una vera liberazione spirituale
da L'Osservatore Romano, 15-16 settembre 2008
link  
articolo Osservatore Romano, SRM

L'incontro con il Papa un evento memorabile
da L'Osservatore Romano, 15-16 settembre 2008
link 
articolo Osservatore Romano, SRM
 
Nel paese dei miracoli
da L'Osservatore Romano, 17 settembre 2008
link  articolo Osservatore Romano, SRM

La riflessione di Joseph Ratzinger sull’evoluzione
di Gennaro Auletta
link testo completo, SRM

Darwin? Un'occasione di dialogo
da L'Osservatore Romano, 17 settembre 2008
link 
SRM, articolo Osservatore Romano

LHC CERN: intervista esclusiva al Prof. Michelangelo Mangano
link

Il clima al Meeting: "Atmosphera", intervista al prof. Gargantini
Link

Verso un nuovo concetto di specie ? L'intervista al Prof. Gennaro Auletta
Link 
notizia completa, SRM

Laser per immagini simili alla Sindone: intervista Zenit al Dr. Giuseppe Baldacchini
Link 
SRM, notizia breve con immagini


Tutta la Creazione geme: il dibattito su creazione ed evoluzione

La conferenza a Sidney del Cardinale Christoph Schönborn sul tema dell'evoluzione.
SRM, testo completo Zenit

Un nuovo concetto di specie ?
Intervista SRM al Prof. Gennaro Auletta

Questione ecologica e vita dell'uomo nel mondo
da L'Osservatore Romano del 10 luglio 2008

La disperata ricerca di una zattera di ghiaccio

da L'Osservatore Romano del 10 luglio 2008

Immagini della Sindone riprodotte con Laser
Intervista Zenit al Dr. Giuseppe Baldacchini

Verso un nuovo concetto di specie ?
La Scuola estiva di Poblet propone un nuovo concetto di specie, SRM

Il darwinismo da diversi punti di vista
Mons. Fiorenzo Facchini

da L'Osservatore Romano 13 luglio 2008

La falsa contrapposizione tra scienza e fede
Mons. Fiorenzo Facchini

da L'Osservatore Romano, 4  luglio 2008

Intervista a Mons. Gianfranco Ravasi
Simposio Europeo Docenti Universitari
Link 
Infoethics

Lo statuto dell'essere umano nell'epoca della scienza
Mons. Marcelo Sanchez Sorondo

da L'Osservatore Romano, 23-24 giugno 2008

Intervista a Mons. Lorenzo Leuzzi 
Simposio Europeo Docenti Universitari
Link  Infoethics

Evoluzione e Creazione. Una falsa antinomia
Mons. Gianfranco Ravasi

L'Osservatore Romano, 10 giugno 2008

Rilanciamo la filosofia per comprendere meglio la modernità
L'udienza di Benedetto XVI ai partecipanti al sesto Simposio europeo dei docenti universitari
da L'Osservatore Romano, 7 giugno 2008
Link 
L'Osservatore Romano

Allargare gli orizzonti della razionalità - Card. Camillo Ruini
da L'Osservatore Romano, 6 giugno 2008

L'evoluzione del dialogo - Tomasz Trafy, Gennaro Auletta
Il Sole 24 Ore, 6 aprile 2008

L'extraterrestre è mio fratello - Padre J.G.Funes
L'Osservatore Romano, 14 maggio 2008

Link 
News precedenti

 



Chi orienta la scienza
Il Card. Camillo Ruini all'apertura del nono Forum del Progetto culturale promosso dalla Chiesa italiana

Quell'indomabile «caval berbero»
Mons. Gianfranco Ravasi su Galileo Galilei; L'Osservatore Romano


Diecimila difficoltà non fanno un solo dubbio

"Il Big Bang e Darwin? Non possono bastare"
Il Nobel Arno Penzias su La Stampa

Per il prof. Nicola Cabibbo: “la meccanica quantistica è il campo ideale in cui dialogare con i teologi"
La Stampa

Un nuovo punto di partenza tra evoluzione e creazione ?

Il Convegno STOQ Biological Evolution. Facts and Theories
 
Darwin meglio dei suoi nipotini
Mons. Fiorenzo Facchini su Avvenire

Teorie evolutive e Creazione: un nuovo punto di partenza ?
Il Convegno STOQ "Evoluzione Biologica. Fatti e Teorie", presso la Pontificia Università Gregoriana

Galileo. il perspicillo e il messaggio del cielo

La nuova edizione del Sidereus Nuncius
da L'Osservatore Romano, 7 marzo 2009

Vita extraterrestre: le prospettive dell'astrobiologia
Intervista all'astrofisico Costantino Sigismondi

Ravasi: un forte legame tra l'astronomia e la religione
Conferenza stampa di presentazione delle iniziative della Santa Sede per l'Anno Internazionale dell'Astronomia

Il problema non è la teoria ma l'ideologia
P. Marc Leclerc sull'Osservatore Romano

Ludovico Galleni: l'evoluzione, da Mendel alle teorie della biosfera
Intervista di Paolo Centofanti, SRM; parte 2

Il "caso Galileo" occasione di dialogo
da L'Osservatore Romano, 31 gennaio 2009

Iniziative della Santa Sede per l'Anno Internazionale dell'Astronomia

Ma la biologia non spiega tutto l'uomo
da L'Osservatore Romano, 1 febbraio 2009

Ludovico Galleni: tra teorie evolutive e fede non c'è incompatibilità
Intervista Prof. Ludovico Galleni, di Paolo Centofanti, SRM; UPRA, 16 gennaio 2009 - parte 1

La rivoluzione di Galileo quattrocento anni dopo
da L'Osservatore Romano, 30 gennaio 2009

Uno sguardo sempre più preciso sui misteri del cosmo
da  L'Osservatore Romano, 30 gennaio 2009

L'agnostico che guardava alla grandiosità della natura
da L'Osservatore Romano,  12 febbraio 2009

Fede e scienza hanno bisogno l'una dell'altra
La conferenza stampa di presentazione del convegno internazionale sull'evoluzione biologica promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura
Marilena Amerise su L'Osservatore Romano

Tempo Universo e Buchi Neri
Conferenza del prof. Costantino Sigismondi, e intervista di Paolo Centofanti, SRM



link  News precedenti


Il discorso di benvenuto a Papa Benedetto XVI, è stato pronunciato dal Presidente francese Nicolas Sarkozy durante l'incontro del 12 settembre scorso all'Eliseo.


Santità,
È un onore per il governo francese, per tutte le persone presenti in questa sala, e naturalmente per me e per la mia famiglia, accoglierla oggi nel Palazzo dell'Eliseo.

Nel corso della sua storia, la Francia non ha mai smesso di legare il proprio destino alla causa delle arti, delle lettere, del pensiero, tutte discipline che formano quell'arte di vivere al livello più elevato di sé e che si chiama cultura. Dedicando a Parigi una delle tappe della sua visita, scegliendo il Collège des Bernardins, nel cuore del Quartiere Latino, per pronunciare uno dei discorsi più attesi del suo viaggio, accettando l'invito dell'Institut, lei onora la Francia attraverso un aspetto che le è dunque particolarmente caro: la sua cultura, un cultura viva che affonda le proprie radici intrecciate nel pensiero greco ed ebraico-cristiano, nell'eredità medievale, nel Rinascimento e nell'Illuminismo; una cultura che lei conosce ammirevolmente bene e che ama.

Siano essi cattolici o fedeli di un'altra religione, credenti o non credenti, tutti i francesi sono colpiti dalla sua scelta di Parigi per rivolgersi questo pomeriggio al mondo della cultura, lei che è, profondamente, un uomo di convinzione, di sapere e di dialogo.

Per i milioni di francesi cattolici la sua visita è dunque un evento eccezionale. Suscita in loro una gioia immensa e grandi speranze. È naturale che il presidente della Repubblica, il governo, l'insieme dei responsabili politici del nostro Paese, si uniscano a questa gioia come si uniscono normalmente alle gioie e alle sofferenze di tutti i nostri concittadini, chiunque essi siano. Desidero, alla sua presenza, formulare ai cattolici di Francia tutti i miei voti per la riuscita della sua visita.

Ho voluto che fossero presenti in questa sala alcuni di essi, conosciuti o meno conosciuti, ma impegnati in tutti i settori della società. Sono il volto di una Chiesa in Francia varia, moderna, che vuole mettere tutta la propria energia al servizio della sua fede. Sono anche presenti in questa sala, e li ringrazio, i rappresentanti delle altre religioni e tradizioni filosofiche, e molti francesi agnostici o non credenti, a loro volta impegnati per il bene comune. In questa repubblica laica che è la Francia, tutti la accolgono con rispetto in quanto capo di una famiglia spirituale il cui contributo alla storia del mondo, alla civiltà e alla storia della Francia non è discutibile né discusso.

Santità, il dialogo fra la fede e la ragione ha occupato un posto preponderante nel suo progredire intellettuale e teologico. Non solo non ha mai smesso di sostenere la compatibilità fra la fede e la ragione, ma ancora pensa che la specificità e la fecondità del cristianesimo non siano dissociabili dal suo incontro con i fondamenti del pensiero greco. Neanche la democrazia deve staccarsi dalla ragione. Essa non può accontentarsi di riposare sull'addizione aritmetica dei suffragi e nemmeno sui movimenti appassionati degli individui. Deve anche procedere dall'argomentazione e dal ragionamento di cercare onestamente ciò che è buono e necessario, di rispettare i principi fondamentali riconosciuti da ciò che viene chiamata ragione comune. Come inoltre la democrazia potrebbe privarsi delle luci della ragione senza rinnegare se stessa, lei che è figlia della ragione e dell'Illuminismo? Si tratta di un'esigenza quotidiana per il governo della cosa pubblica e per il dibattito politico.

Nello stesso modo è legittimo per la democrazia e rispettoso della laicità dialogare con le religioni. Queste, e in particolare la religione cristiana, con la quale condividiamo una lunga storia, sono patrimonio di riflessione e di pensiero, non solo su Dio, ma anche sull'uomo, sulla società e persino su quella preoccupazione, oggi centrale, che è la natura e la tutela dell'ambiente. Sarebbe una follia privarcene, sarebbe semplicemente un errore contro la natura e contro il pensiero. È per questo che faccio appello ancora una volta a una laicità positiva. Una laicità che rispetti, una laicità che riunisca, una laicità che dialoghi. E non una laicità che escluda e che denunci.

In questa epoca in cui il dubbio e il ripiegamento su se stessi pongono le nostre democrazie davanti alla sfida di rispondere ai problemi del nostro tempo, la laicità positiva offre alle nostre coscienze la possibilità di scambiare opinioni, al di là delle credenze e dei riti, sul senso che noi vogliamo dare alla nostra esistenza. La ricerca di senso.

La Francia ha intrapreso con l'Europa una riflessione sulla moralizzazione del capitalismo finanziario. La crescita economica non ha senso se è fine a se stessa. Consumare per consumare, crescere per crescere: non ha alcun senso. Solo il miglioramento della situazione del maggior numero di individui e lo sviluppo della persona ne costituiscono gli obiettivi legittimi. Questo insegnamento è al centro della dottrina sociale della Chiesa, che è in perfetta sintonia con le sfide dell'economia contemporanea mondializzata. Il nostro dovere è dunque di ascoltare ciò che lei ha da dirci su tale questione.

Allo stesso modo, i progressi rapidi e importanti della scienza, negli ambiti della genetica e della procreazione pongono alle nostre società delicate questioni di bioetica. Coinvolgono la nostra concezione dell'uomo e della vita e possono condurre a mutamenti sociali. Per questo non possono restare argomento per soli esperti.

La responsabilità del politico è di organizzare il quadro proprio di questa riflessione. È quello che la Francia farà con gli Stati generali della bioetica che si svolgeranno il prossimo anno. Naturalmente, le tradizioni filosofiche e quelle religiose devono essere presenti in questo dibattito.

La laicità positiva, la laicità aperta, è un invito al dialogo, un invito alla tolleranza, un invito al rispetto. Dio sa che le nostre società, Santità, hanno bisogno di dialogo, di rispetto, di tolleranza, di calma. Ebbene, lei offre una possibilità, un incoraggiamento, una dimensione supplementare a questo dibattito pubblico.

È una sfida: poiché fino a trent'anni fa nessuno dei nostri predecessori avrebbe potuto immaginare e neppure sospettare le questioni che noi oggi dobbiamo affrontare. E, mi creda, Santità, che per un leader politico è una pesante responsabilità dissodare questo nuovo campo della conoscenza, della democrazia e del dibattito.

Santità, domani si recherà a Lourdes. Nel cuore di milioni di persone in Francia e nel mondo Lourdes ha un posto particolare. A Lourdes, Santità, si va spesso per cercare una guarigione del corpo, si ritorna con una guarigione dell'anima e del cuore. Persino per il profano esiste un miracolo di Lourdes: è il miracolo della compassione, il miracolo del coraggio, il miracolo della speranza, in mezzo a sofferenze fisiche o morali estreme.

La sofferenza sia essa dovuta alla malattia, all'handicap, alla disperazione, alla morte o semplicemente al male, è sicuramente uno dei principali interrogativi che la vita pone alla fede o alla speranza umana. A tale proposito, ciò che lei dirà lunedì ai malati sarà ascoltato ben oltre la comunità cattolica, poiché è attraverso la sua capacità di affrontare la sofferenza, di superarla e di trasformarla, che l'uomo offre anche ai credenti e ai non credenti un segno tangibile, una prova manifesta della propria dignità.

È perché vi sono la sofferenza e la capacità di superarla che l'uomo trova la propria dignità. La dignità, la dignità umana, la Chiesa non smette di proclamarla e di difenderla. A noi responsabili politici, miei cari colleghi del Governo e dell'opposizione, spetta di tutelarla sempre più. È un interrogativo costante per noi, tenendo conto dei vincoli economici, delle esitazioni politiche, del rispetto della libertà di coscienza.

È pensando alla dignità delle persone che abbiamo voluto creare il revenu social d'activité, è pensando alla dignità delle persone che ci siamo impegnati nella lotta contro l'Alzheimer che fa perdere la dignità agli esseri umani che ne sono colpiti. È pensando alla dignità delle persone che abbiamo voluto creare un controllore generale delle carceri.
So bene che la Francia, come tante altre democrazie, ha ancora molti progressi da compiere in questo campo. È pensando alla dignità dell'uomo che affrontiamo la delicata questione dell'immigrazione, tema immenso che richiede generosità, rispetto della dignità e allo stesso tempo assunzione di responsabilità.
Santità, io ricordo davanti a lei solo alcuni temi principali, questioni che la preoccupano, questioni alle quali la Francia non pretende di rispondere perfettamente, ma che sono interrogativi immensi e lo faccio per sottolineare la complessità dell'impegno dei responsabili politici, da dovunque provengano, chiunque essi siano e qualunque sia la loro convinzione. Come rispettare meglio la dignità umana e allo stesso tempo assumere la guida del nostro Paese?

Gradualmente la dignità umana si è imposta come un valore universale. Essa è al centro della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, adottata qui a Parigi sessant'anni fa. È il frutto di una convergenza eccezionale fra l'esperienza umana, le grandi tradizioni filosofiche e religiose dell'umanità e il progredire stesso della ragione.
Non contrappongo le due cose, penso che entrambe nutrano la riflessione sulla questione della dignità umana. Nel momento in cui risorgono tanti fanatismi, in cui il relativismo esercita una seduzione crescente, dove la possibilità stessa di conoscere e di condividere una parte della verità è messa in dubbio, nel momento in cui gli egoismi più profondi minacciano le relazioni fra le nazioni e in seno alle nazioni, questa opzione assoluta per la dignità umana e il suo radicamento nella ragione devono essere considerati un tesoro prezioso.
Quando l'Europa ha dimenticato che la dignità umana è il suo tesoro più prezioso allora il mondo ha conosciuto la peggiore delle barbarie. Qui risiede anche lo spirito dell'Unione per il Mediterraneo, che noi abbiamo voluto.

Conosco, Santità, e condivido la sua inquietudine crescente per alcune comunità cristiane nel mondo, in particolare in Oriente. Voglio salutare soprattutto, a tale proposito, il signor Estifan Majid, presente fra noi, che è il fratello dell'arcivescovo di Mossul, recentemente assassinato. In India, cristiani, musulmani e induisti devono rinunciare a ogni forma di violenza e affidarsi alle virtù del dialogo, virtù che noi condividiamo, Santità.

Ho avuto spesso l'occasione di parlare delle radici cristiane della Francia, il che non ci impedisce di fare tutto il possibile affinché i cittadini musulmani possano vivere la loro religione, come tutti gli altri. Ma questa diversità che noi consideriamo, Santità, una ricchezza, vogliamo che altri Paesi nel mondo la rispettino. Ciò si chiama reciprocità. Sì la Francia è multiforme, ne è prova il fatto che essa ha accolto con molto interesse il Dalai Lama, capo spirituale del buddismo tibetano, che ha offerto insegnamenti ai quali la nostra società è molto attenta. Merita di essere rispettato. Merita di essere ascoltato, merita che si dialoghi con lui, Santità. È questa la pratica della laicità positiva, la ricerca di senso, il rispetto delle credenze. Noi non poniamo nessuno davanti all'altro, ma rivendichiamo le nostre radici cristiane. Ecco ciò che vogliamo, Santità, per la Francia.

Noi lavoriamo per la pace, non vogliamo una ripresa delle guerre di religione. Per questo dopo il suo incontro con il Re d'Arabia Saudita, che ha lasciato un segno, mi sono recato a Riyad per insistere su ciò che avvicina le religioni, piuttosto che su ciò che le divide.

Il dialogo dunque è una sfida importante del secolo nascente. Noi responsabili politici non possiamo disinteressarci della questione religiosa. Sì, io rispetto le religioni. Naturalmente conosco gli errori che hanno commesso nel passato, gli integralismi e i fanatismi che le minacciano. Ma per equità e onestà devo dire che riconosco anche il ruolo che hanno svolto nell'edificazione dell'umanità. Riconoscerlo non sminuisce in nulla i meriti delle altre correnti di pensiero.

Conosco l'importanza delle religioni per rispondere al bisogno di speranza degli uomini e non lo sottovaluto. La ricerca di spiritualità non è un pericolo per la democrazia e neppure un pericolo per la laicità. Non perdo la speranza nelle religioni quando leggo dalla penna di Fra' Christian, il priore di Tibhirine, barbaramente assassinato con i suoi fratelli e che ha lasciato un testamento profetico. Quest'uomo tre anni prima di essere ucciso scriveva a colui che lo avrebbe assassinato, poiché sapeva quale sarebbe stato il suo tragico destino: «L'Algeria e l'Islam, per me, sono un corpo e un'anima. L'ho proclamato molto alla luce di ciò che ne ho ricevuto, ritrovandovi così spesso quel filo conduttore del Vangelo, appreso sulle ginocchia di mia madre, la mia prima chiesa, proprio in Algeria e già nel rispetto dei credenti musulmani».
Se il mondo conoscesse solo Fra' Christian il rischio di guerre di religione non esisterebbe e i fanatismi sarebbero annientati. Ecco ciò che scriveva al suo assassino tre anni prima della sua morte a Tibhirine un monaco che era là per aiutare i suoi fratelli musulmani. Per tutti questi motivi, Santità, lei lo ha capito, sia il benvenuto in Francia.

Fonte:  Zenit
 
(Traduzione del testo originale in francese a cura de L'Osservatore Romano)

Banner 25x4.jpg

link     SRM Newsletter n. 153

            altri numeri,  pdf o html

 

info e contatti: pcentofanti@gmail.com

Copyright (c) 2000-2009   Condizioni d'Uso  Dichiarazione per la Privacy
DotNetNuke® is copyright 2002-2019 by DotNetNuke Corporation