Il
convegno sull'evoluzionismo, organizzato dal prof. Roberto De Mattei
lo scorso 23 febbraio, e basato principalmente sull'ipotesi di una
insufficienza dell'evoluzionismo stesso a spiegare la realtà
biologica, aveva già suscitato alcune polemiche.
La recente
pubblicazione degli atti, con il significativo titolo Evoluzionismo:
il tramonto di un’ipotesi
(Cantagalli), ha riacceso la polemica e le critiche, in particolare
da parte del filosofo Telmo Pievani nella rivista Micromega,
che già aveva fortemente criticato l'iniziativa e i suoi contenuti,
e più recentemente dell'Unità.
Vogliamo tracciare una breve analisi, dell'informazione e delle varie posizioni, e in alcuni
casi interpretazioni, su questo “caso”.
Un "caso" che si è verificato un po' in ritardo, dal momento che inizialmente non vi erano state molte critiche, e che è però cresciuto gradualmente, fcon attacchi da parte principalmente di Micromega, e Unità, e con Libero, Il Giornale e Il Foglio che invece prendevano posizione a favore di De Mattei, che si è anche "difeso" proprio dalla pagine de Il Foglio e Il Giornale.
Critiche che poi sono arrivate fino al punto di sollevare dubbi sullla correttezza della scelta, da parte del CNR, di ospitare un evento che appariva di matrice nettamente creazionista.
Al punto che su il Corriere della Sera, il 1 dicembre Antonio Carioti titolava: “Darwin
mette in imbarazzo il Cnr. Lite tra studiosi sul creazionismo”, e parlava di una presa di posizione da parte del Presidente del CNR, il prof. Luciano Maiani, che avrebbe preso le distanze dall'iniziativa di De Mattei e avrebbe definito il volume appena pubblicato "fuori
linea”.
In realtà, il 2 dicembre, con un comunicato ufficiale Maiani stesso prendeva invece le distanze da una polemica evidentemente poco fondata, ribadendo il rapporto di stima con De Mattei, che tra le altre cose è il suo vicepresidente.
Andrebbe notato che il prof. Maiani era tra i firmatari e promotori della famosa lettera al Rettore della Sapienza di Roma, nella quale si definivano poco opportune la visita e la Lectio Magistralis di Papa Benedetto XVI all'Università romana. E non dovrebbe quindi evidentemente essere nè un creazionista nè un sostenitore di tesi antidarwiniane.
Presumibilmente, nell'ambito di una dialettica tra scienza e religione, tra teorie evolutive e creazione, c'era e c'è spazio anche per il dibattito organizzato dal prof. De Mattei presso il CNR; certamente non ci sentiamo di sostenere tesi creazioniste, nè soprattutto (come ha esortato più volte Mons. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura) interpretazioni letterali delle Sacre Scritture, e nemmeno ipotesi di "creazione con aggiustamenti progressivi", come quella dell'Intelligent Design; siamo però consapevoli che le teorie di Darwin da sole non spieghino completamente la complessità del creato.
Sbagliando forse, ci sentiamo quindi più di seguire il Magistero della Chiesa e il pensiero di Papa Benedetto XVI (e già di Papa Giovanni Paolo II) sull'evoluzione, e la teoria di un "progetto superiore" da tempo sostenuta da Mons. Fiorenzo Facchini, dal quale sarebbe interessante avere un commento su questo "caso".
PC