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Cielo e terra, il perenne connubio
Il confronto tra Chiesa e mondo scientifico alla luce del Progetto STOQ
L'Osservatore Romano, 23 marzo 2008


Di Melchor Sánchez de Toca y Alameda
Sotto-segretario Pontificio Consiglio della Cultura, Coordinatore Generale del Progetto STOQ
 
Agli inizi del nuovo secolo quale dia­logo è possibile tra fede e scienza, tra Chiesa e mondo scientifico? La lunga vicenda di contrapposizioni, e talvolta di chiusure, tra le due diverse prospettive culturali non si è sviluppata senza produrre dolorosi effetti. E proprio la mancanza di confronto tra mondo scientifico e mondo religioso ha generato, come sottolineava il Papa Giovanni Paolo II, a proposito del caso Galileo, «una tragica reciproca incomprensione, interpretata come il riflesso di una opposizione costitutiva tra scienza e fede».
 
Sono così sorti i noti pregiudizi reciproci: pregiudizio della scienza verso la religione, con­siderata residuo di un passato oscuro, mitico e irrazionale; diffidenza della religione verso la scienza nel momento in cui essa minaccia di ri­durre l'uomo, e il mondo, alla sole categorie materialistiche basandosi su un razionalismo ideologizzante e ideologizzato.
 
Il dialogo tra scienza e fede sembra venire a porsi come condizione necessaria alla definizio­ne di nuovi presupposti di collaborazione e di comprensione tra mondo scientifico e Chiesa. Le sfide suscitate dalla meccanica quantistica, dagli studi e dalle nuove teorie astrofisiche, nonché dai nuovi contributi derivanti dalle teo­rie evoluzionistiche devono potersi tradurre, do­po esigente esame critico, in idee in grado di fornire sostegno e aggiornamento agli studi filo­sofici e teologici. Ciò tenendo conto del rispetto delle particolarità epistemologiche come condi­zione necessaria per un dialogo fattivo tra disci­pline diverse.
 
Il Progetto STOQ (Science, Theology and the Ontological Quest), nato in seguito al Giubileo degli scienziati, celebrato il 25 maggio 2000, ha raccolto la sfida: superare gli intralci al confron­to tra scienza e fede collocandosi in ideale con­tinuità con la commissione di studio del caso Galileo, istituita da Giovanni Paolo II nel 1981. Il nome stesso — STOQ — rivela evidentemente gli obiettivi da perseguire: il dialogo tra scienza, filosofia e teologia. Il Progetto vuole infatti approfondire i problemi epistemologici, storici e culturali soggiacenti al rapporto tra scienza e fede e attuare nelle università pontificie, e a più vasto livello culturale, quella visione organica del sapere auspicata da Giovanni Paolo II nel­l'enciclica Fides et Ratio (n. 35). Esso rappresen­ta un mezzo per esprimere, attraverso un vasto ventaglio di iniziative ed attività accademiche, l'attenzione verso un rinnovato dialogo tra teo­logi, filosofi e scienziati, tra la Chiesa e il mon­do della scienza.
 
Il Pontificio Consiglio della Cultura, consape­vole dell'importanza di incentivare posizioni di dialogo su questi temi fondamentali per la cul­tura contemporanea, si è pienamente fatto cari­co di promuovere questa iniziativa che è in fase di espansione ed è sostenuta economicamente da alcune fondazioni ed organizzazioni, tra le quali anche la John Templeton Foundation. Sono coinvolte ben sei Università Pontificie — Pontificia Università Gregoriana, Pontificia Università Lateranense, Ateneo Regina Apostolorum, Pontificia Università della Santa Croce, Pontificia Università Salesiana, Pontificia Uni­versità San Tommaso d'Aquino — impegnate in una serie di iniziative di insegnamento, ricer­ca e divulgazione, le quali hanno promosso cor­si, seminari, cicli di conferenze, congressi inter­nazionali e pubblicazioni raggiungibili anche on-line relativi al rapporto tra scien­za e fede. Il progetto è aperto anche alla collaborazione con università, statali e private, europee ed america­ne ed inoltre prevede l'assegnazione di borse di studio per permettere a giovani studiosi di realizzare indagi­ni e tesi dottorali nell'ambito del rapporto tra scienza e fede.
 
La serietà scientifica delle attività promosse da questo progetto, è garantita da un comitato (Distinguished Programme Development Committee) costituito da sedi­ci membri, tra i quali figurano eminenti perso­nalità di scienziati, di filosofi e di teologi non solo cattolici, tra cui il premio Nobel Werner Arber, Jean-Michel Dercourt, segretario perpe­tuo delle accademie delle scienze, Michael Hel­ler, membro della Pontificia Accademia delle Scienze, John Polkinghorne, cattedratico di Cambridge per la fisica delle particelle e fondatore della Società internazionale per la ricerca in scienza e religione, Josef Zycinski, membro del Comitato di biologia evoluzionista e teoreti­ca dell'Accademia delle scienze. La compresen­za di cattolici e non cattolici nell'ambito di questo comitato scientifico esprime la consape­volezza da parte della Chiesa dell'esigenza di dialogo, di ascolto e di confronto con il mondo scientifico. Questo comitato scientifico di valu­tazione si incontra periodicamente a Roma per valutare le attività del Progetto STOQ. Il 23-24 febbraio si terrà, nella sala conferenze dell'Hotel Michelangelo, l'incontro del 2008 di questi stu­diosi. Ad introdurre i lavori sarà monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, che ha mostrato sem­pre sensibilità ed attenzione particolari nei con­fronti di tali questioni. Il meeting, in virtù del­l'alto profilo scientifico garantito dalle persona­lità coinvolte, è dunque una ulteriore occasione sia per dare nuovo impulso al Progetto STOQ pianificandone le prossime attività: sia per par­lare di scienza e fede in un'ottica costruttiva di rinnovato e fecondo dialogo tra la Chiesa ed il mondo scientifico.

 

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