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Comunicato, abstract Statuto
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Il 18 giugno 2009 nasce a Roma, “MAR – Associazione Marilena Amerise”.
In questo 19 giugno,
vogliamo celebrare tale nascita con il Concerto inaugurale regalato a tutti gli
amici e parenti di Marilena, nella speranza e la comunione che ci dà la musica.
Offrande musicale.
Marilena ha attraversato questo mondo in trentatre anni, per
insegnarci ad amare. Ci ha regalato il suo sorriso, la sua gioia,
l’immensa generosità del suo impegno, la serietà del suo studio. Vogliamo
mantenere viva la fiamma che ha acceso, tramite l’Associazione che porta il suo
nome.
Oggetto sociale
dell’Associazione
L’Associazione persegue, senza fini di lucro, lo scopo di
promuovere e sostenere in Italia e all’estero le attività d’ordine culturale, la
promozione di borse di studio, la ricerca e le pubblicazioni nei campi della
Storia del Cristianesimo e delle relazioni tra la Scienza, la Cultura e la Fede,
svolte a mantenere presente ed attiva la figura paradigmatica di Marilena
Amerise.
In particolare, l’Associazione attribuisce borse di
studi a giovani ricercatori per tesi di laurea magistrale o di dottorato
di ricerca, o lavori equiparabili, a giudizio di apposita
commissione, sia nel campo della Storia del Cristianesimo, sia in quello
delle relazioni tra Scienza, Fede e Cultura, con un’enfasi
particolare, per quanto riguarda la storia del
cristianesimo, all'interazione, nel territorio italiano, con il cristianesimo di
provenienza orientale, e sulla mediazione culturale tra scienza e fede.
L'associazione favorisce la realizzazione di progetti di ricerca, convegni,
conferenze, dibattiti, mostre, proiezioni di film, scambi
inter-universitari e pubblicazioni negli stessi campi, specialmente per mezzo
della raccolta di fondi per finanziare tali
progetti.
L’Associazione promuove
pure l’organizzazione di eventi musicali in onore di Marilena Amerise, per
rendere sensibile la mediazione culturale tra il mondo della conoscenza e quello
della fede.
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Nasce l'Associazione Marilena Amerise, "MAR"
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L’Associazione, creata per onorare la memoria della Dott.ssa Marilena Amerise,
scomparsa lo scorso 27 febbraio, “persegue, senza fini di lucro, lo scopo di
promuovere e sostenere in Italia e all’estero le attività d’ordine culturale, la
promozione di borse di studio, la ricerca e le pubblicazioni nei campi della
Storia del Cristianesimo e delle relazioni tra la Scienza, la Cultura e la Fede,
svolte a mantenere presente ed attiva la figura paradigmatica di Marilena
Amerise”.
Per celebrare la propria nascita, l'Associazione offrirà un
concerto a tutti gli amici di Marilena, venerdì 19 giugno alle 20.30, nella
Chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore a Piazza Navona.
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Concerto nella Chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore
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Programma, pdf

Programma, testo :
Felix
Mendelssohn-Bartholdy Lieder ohne Worte Fl., pf.(Op. 19 n.1; Op. 38 n.1; Op.
30 n.6)Gustav Faure Fantasy op. 79 Fl., pf. (1845-1924)
Felix Mendelssohn-Bartholdy Konzertstück op. 113 in fa
min. Pf., cl., cor. bass. Camille Saint-Saëns Romance Fl.,
pf(1835-1921)Wolfgang Amadeus Mozart
Divertimento(1756-1791) K439b in Sib M Fl., cl., cor.
bass.Claude Debussy Clair de lune(1862-1918)
(da: Suite Bergamasque) Fl., pf.Felix Mendelssohn-Bartholdy
Konzertstück Pf., cl., cor. bass. op. 114 in re
min.
***
In occasione del bicentenario
della nascita di Felix Mendelssohn, il concerto proposto intende celebrare la
memoria del compositore tedesco attraverso una selezione di alcune perle
musicali di rara esecuzione. La figura artistica di Mendelssohn si pone quale
crocevia di un’epoca, impregnata dei rigori formali del Classicismo strumentale
e al contempo tesa al loro superamento nelll’esplosione della cantabilità
romantica. L’opera strumentale di Mendelssohn è espressione emblematica
della connivenza della dialettica Classico/Romantico, in quanto racchiude un
ventaglio di esperienze musicali che attinge tanto al contrappunto cromatico di
Johann Sebastian Bach, quanto alla grazia e alla limpidezza formale di Wolfgang
Amadeus Mozart, ma anche alla forza drammatica dei suoi coevi, Ludwig van
Beethoven e Carl Maria von Weber. Il dramma di cui parla la musica però non è
mai un evento negativo: è speranza di una riconciliazione, su un piano
superiore, di un dialogo di idee opposte. E’ l’affermazione di un bello e di un
vero che basta a se stesso e che lotta per esprimersi unicamente attraverso la
ricerca di altra bellezza sonora.
Non a caso, le Romanze senza parole –
quasi una contradictio in terminis – poste in apertura del programma, ci
introducono in un’atmosfera di sogno in cui le parole non servono, perchè gli
strumenti ‘dialogano’ e l’ascolto non necessita di ausilii testuali affinché sia
suggerito un senso compiuto a ciò che ascolta.
Proseguendo e ampliando, come
in una sorta di cerchi concentrici, il discorso di dialettica tra antico e
moderno, la Fantasy op. 79 del francese Gustav Faure rivela nel titolo le
ascendenze antiche, rifacendosi a una forma strumentale nota già nel XVI secolo,
in riferimento alle improvvisazioni libere e rapsodiche dei suonatori di liuto,
“libere da parole e obbedienti solo all’ispirazione” (Marin Mersenne, Harmonie
Universelle, 1636). Al contempo la bipartizione tra una sezione lenta e una
allegra consente di esplorare tutta la gamma delle potenzialità espressive alla
ricerca di nuovi impasti sonori e timbrici.
Il primo dei due Konzertstück in
programma, gioielli rari per l’originalità degli strumenti per cui sono stati
originariamente concepiti (il clarinetto, il corno di bassetto e il pianoforte)
da vita a un dialogo che, in obbedienza alla tradizione della forma sonata
mozartiana, si suddivide in tre tempi: un Allegro in tempo binario, primo
momento di affermazione del materiale tematico; un Andante in tempo ternario
dalla cantabilità distesa e dolcissima; infine un Presto il cui travolgente
ritmo ternario conduce all’unisono i tre strumenti alla risoluzione
finale.
La Romance di Camille Saint-Saëns, così come il successivo Clair de
lune di Claude Debussy, ci riportano alle atmosfere immaginative e sognanti del
simbolismo francese tardo-romantico, e tuttavia è innegabile il legame, evidente
nel titolo, con le Romanze di Mendelssohn ascoltate in apertura di concerto: i
compositori francesi, una generazione dopo quella del collega tedesco, tornano a
stupirci con un linguaggio che nulla invidia a quello verbale. Il termine
‘romanza’ che di per se evoca il riferimento a una storia, a una narrazione, non
delude l’ascoltatore, perchè egli infonde nell’atto stesso dell’ascolto la sua
storia. Quella personalissima intima e favolosa che nessun testo apposto alla
musica potrebbe altrimenti esprimere.
Tra i due momenti sospesi e atemporali
della Romance e del Clair de lune, si insinua una eco di un passato che non può
conoscere tramonto: le note immortali di Wolfgang Amadeus Mozart risuonano qui
nel Divertimento, forma nota sin dal 1567 e che conosce nel repertorio del
grande viennese il suo apogeo. I cinque brevi e deliziosi movimenti (Allegro,
Minuetto, Adagio, Minuetto, Rondò) suggellano la compiutezza di una forma che
eleva il termine originario al rango di raffinato intrattenimento di corte.
Conclude il concerto il secondo dei due Konzertstücke di Felix Mendelssohn:
qui l’allegro iniziale cede il posto a un Presto dalla forza trascinante, in cui
la melodia espressa inizialmente all’unisono dai fiati e dal pianoforte, si
sviluppa in un serrato dialogo tra i clarinetti. L’Andante centrale stempera in
una atmosfera di apparente serenità le forze centripete dei temi proposti; l’
Allegro grazioso finale chiude il brano in un effervescente ritmo binario che
attraverso uno stringente gioco di intarsio tra i fiati e il pianoforte conduce
allo scioglimento finale nella limpida tonalità di Fa maggiore. Un curioso
aneddoto è legato alla genesi dei due Konzertstückes: dedicati a Heinrich e Carl
Baermann, padre e figlio suonatori di clarinetto e di corno di bassetto, pare
che siano stati da essi esplicitamente richiesti al compositore in attesa che
fossero ben cotti i ‘canederli’, tipici dolci della cucina tirolese, di cui pare
fossero esperti cuochi. A dimostrazione che la serietà è gioco, e l’impegno
entusiasmo, e sorriso: è la lezione più profonda del Mozart eterno fanciullo
prodigio, appresa da Mendelssohn. E’ la grazia di cui la musica ci fa dono.
Tiziana Affortunato
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