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Il congresso internazionale Una nuova apologetica per un nuovo millennio, organizzato dalla Facoltà di Teologia, la Facoltà di Filosofia, il Master in Scienza e Fede e il Centro Pascal dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (29 e 30 aprile), ha rappresentato un momento di riflessione interdisciplinare non solamente sull'apologetica cristiana, la sua necessità e l'urgenza di una sua ridefinizione, ma anche sul rapporto che essa ha con le varie discipline culturali protagoniste del mondo contemporaneo, tra cui la filosofia, le scienze, e conseguentemente il suo possibile ruolo nell'equilibrio tra fede e ragione.

Presentiamo brevemente alcuni degli interventi maggiormente tesi ad analizzare il rapporto tra scienza e fede, e pubblichiamo alcune immagini (SRM) e informazioni relative all'evento.

Giuseppe Ferrari lowres.JPG

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Pedro Barrajon lowres.JPGSe S. Pietro, quando “incoraggia la comunità cristiana primitiva” (1 Pt 3, 13-15), “non parla di dare «ragione per il credere», ma di «ragione della speranza». Nonostante sia “giusto che l’apologetica tradizionale abbia centrato la sua attenzione sul dare ragioni della fede”, oggi, nell'affrontare il tema di una possibile nuova apologetica, è anche opportuno “tornare ad includere la speranza al centro dell’attenzione”, in una dimensione “aperta alla inter-disciplinarietà”.

Questo il nocciolo della riflessione di Pedro Barrajon LC, Rettore dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, il quale ha spiegato che certamente l'essere umano “ha un desiderio di conoscere realtà che stanno al di là del suo habitat naturale e che sembrerebbero inutili, come le matematiche, l’astronomia, il mondo dell’atomo, dell’infinitamente grande, ecc.”, e quindi “si orienta per sua natura verso il raggiungimento della verità tutt’intera e non lo soddisfa una verità parziale o una mezzo verità”, anzi “vuole afferrare il reale nella sua integrità e in profondità”.

P. Barrajon ci ha cortesemente autorizzato a pubblicare il testo integrale del suo intervento

Link SRM

William Levada lowres.JPGPer il Cardinale William Levada, che ha tenuto l'intervento inaugurale, “la richiesta di una nuova apologetica per il XXI secolo non è […] una mission impossible”.

Sicuramente oggi “lo spirito della società contemporanea è scettico rispetto alla verità, alla pretesa di conoscere la verità, anche - o addirittura - se rivelata da Dio”, ma “il progetto di difendere la propria fede e di spiegare le ragioni della propria fede è sempre valido” e urgente, soprattutto “quando vediamo persone come Richard Dawkins e i suoi apostoli del cosiddetto nuovo ateismo rivolgersi a migliaia di persone nei campus universitari e fare una caricatura delle dottrine e delle filosofie della tradizione cristiana nei loro best seller. Come sono maturi i tempi per una nuova apologetica!”.


Rafael Pascual lowres.JPGL'intervento di P. Rafael Pascual LC, Decano della Facoltà di Filosofia e Direttore del nuovo Istituto di Scienza e Fede, è stato orientato dall'obiettivo di mostrare e dimostrare come in relazione ad una nuova apologetica, il dialogo tra fede e scienza sia oggi non solo possibile, ma auspicabile e anzi necessario; la società contemporanea infatti, sembra spesso mostrare una irrisolvibilità tra queste due forme di vedere e interpretare il creato, soprattutto in alcune correnti di pensiero, che cercano di dimostrare che la stessa “autonomia della scienza richiederebbe una separazione tra fede e ragione”.

Sta di fatto che, da una parte, “gli scienziati continuano a parlare di Dio”; anzi, alcuni di loro “scoprono Dio quando si trovano davanti a delle domande, soprattutto quelle esistenziali, che trascendono l’ambito della scienza”, come ad esempio Allan R. Sandage, considerato uno dei padri dell’astronomia moderna. Dall’altra, un pensatore come il filosofo inglese Anthony Flew, per molti anni ateo dichiarato e militante ha poi “dovuto riconoscere il bisogno di credere in Dio almeno come causa dell’universo e della vita”.

Link SRM, articolo e immagini


Giuseppe Lorizio lowres small.JPGQuesto il titolo e il tema dell'intervento di Mons. Giuseppe Lorizio, per il quale “riflettere sul rapporto fede - ragione nell’ambito di un congresso intitolato alla necessità di una nuova apologetica, significa in primo luogo interrogarsi intorno al senso e alle caratteristiche epistemologiche inerenti a questa operazione, che si inscrive in un mutato contesto teologico e, per certi aspetti, anche filosofico e scientifico”.

Un nuovo contesto in cui “l’urgenza di una rinnovata armonia tra fede e ragione, pensata ed articolata a partire dalla prospettiva credente propria della teologia cattolica, va recuperata a partire dal carattere prismatico dell’atto di fede”, in cui ognuna “delle sue dimensioni fondamentali: affettività, volontà libera e conoscenza”, definisce percorsi intellettuali che superano “ogni riduzionismo tendente ad enfatizzare ed assolutizzare ciascuno di questi aspetti”.

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